Torna alla Home Page


 

Una vita per la danza

 

La direttrice della Scuola di danza “Wilma Fossati e le Scarpette Rosa” inizia la sua carriera giovanissima, frequentando i corsi di alcuni insegnanti provenienti dal Teatro alla Scala di Milano: Tina Galimberti è stata la prima ad averla seguita; poi Piera Casbelli, Roberto Fascilla, Walter Venditti, il maestro Faraboni…

Poco più che adolescente Wilma Fossati, nel 1971, ha iniziato a sua volta a trasmettere alle sue prime giovani allieve la passione per la danza; un amore che l'ha portata a lavorare nelle compagnie nazionali più famose e calcare le scene dei teatri più prestigiosi, come l'Arena di Verona, il Petruzzelli di Bari, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro di Berlino.

 

Ballerina professionista, si dedica da sempre con pari passione alla danza classica e alla danza moderna. Non a caso, infatti, nel suo curriculum si citano anche significative apparizioni televisive: per una intera stagione ha ballato a fianco di Heater Parisi e Loretta Goggi, nella prima edizione di "Fantastico", la trasmissione del

sabato sera di Rai Uno. Più recentemente, diverse allieve di Wilma Fossati per ben 5 anni consecutivi, hanno partecipato ogni settimana alla trasmissione per ragazzi di Rai Uno “Solletico”, ballando sempre su sue coreografie.

 
Wilma Fossati e...
 

...la coreografia

"Sono sempre stata attratta dalla bellezza dei movimenti, quel fascino che va oltre la figura del ballerino o della ballerina; la coreografia, insomma, che sarebbe poi la possibilità di fare un quadro, un disegno con i movimenti e con le persone"..

   

...la danza

"La danza è un modo di comunicare, è l'unione tra la musica ed il movimento, unisce il ritmo e la melodia al linguaggio del corpo. Con la danza, forse più ancora della musica, si riesce ad esprimere la dolcezza come la cattiveria, la gioia come la depressione.

 

La danza ha uno stretto legame con la musica, ma, dal mio punto di vista, la arricchisce. Ad esempio, per un musicista la sua composizione è il massimo dell'espressione. Per me, invece, solo il fatto di ascoltare un brano qualsiasi, significa già vederci un balletto".

 

...come conquistare alla danza le nuove generazioni

"E’ difficile far comprendere il significato di danza. Quando per la prima volta incontro dei genitori che iscrivono le loro figlie, pensano alla danza come cinquant'anni fa, con il tutù e le scarpe a punta. Faticano a collegare il concetto di danza con quei balletti che, ad esempio, vediamo in televisione negli spettacoli di varietà o nei grandi teatri".

 

Poi arriva il momento del nostro spettacolo di fine anno e lì cambia tutto, perché si aspettano un saggio, ed invece non è un saggio, si aspettano un pianoforte che li accompagna, ed invece è tutta gran musica, si aspettano di venire in una sala di prove, e invece è il teatro più prestigioso della Brianza.

 
A quel punto i genitori comprendono che cosa è veramente la mia scuola, e diventano i primi a pubblicizzarla. Quando scopri cos'è davvero la danza, ti appassioni".
 

...i corsi professionali

“Verso la metà degli Anni Novanta ho introdotto nella mia scuola i corsi professionali, rivolti ad allievi più predisposti a sviluppare con maggiore impegno questa attività. Infatti le lezioni si tengono da 3 a 5 volte la settimana.

 
Offrono la possibilità, dopo circa otto anni di frequenza, di proseguire la propria attività nel mondo dello spettacolo. Consentono di avere, in buona sostanza, una base sicura, una solida preparazione che nessuna velina al mondo può improvvisare impegnandosi solo poche settimane”.